Peter Sellers in Oltre il giardino

75.00€

Cineforum n. 200 (dicembre 1980)

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Descrizione

Un omaggio alla penultima e appassionata apparizione sul grande schermo di Peter Sellers, prima della prematura scomparsa. Diretto da Hal Ashby, Sellers veste qui i panni dell’analfabeta Chance il giardiniere (preso da tutti per l’autorevole Mr. Chancey Gardiner), che con i suoi modi serafici e inconsapevoli finisce con lo svelare il vuoto delle alte classi dirigenti. Il candido Chance/Sellers troverà infine il suo vero posto nel mondo nella natura dei giardini di una villa, che nel disegno di Tedeschi è vivacemente rappresentata da una rosa rossa.

Cover originale 11,9 x 21,8 cm
Stampa fine art con inchiostro a pigmento su carta uso mano matt
Passe-partout a cartella in cartoncino acid free 1,9 mm avorio
Cornice 30 x 40 cm nera, profilo piatto, finitura lucida, protezione frontale in vetro

Nani Tedeschi. Il numero 151 (gennaio-febbraio 1976), con il restyling dello storico formato verticale, Cineforum vide l’avvio della collaborazione con il celebre artista emiliano Nani Tedeschi. La prima copertina riportava un ritratto di Pier Paolo Pasolini; l’ultima, sul numero 200 (novembre 1980), un omaggio a Peter Sellers in Oltre il giardino. L’eleganza del tratto di Tedeschi, la studiata semplicità della composizione, la capacità di rendere in termini suggestivi alcuni dei più grandi film e autori di quegli anni (ricordiamo fra i soggetti di queste copertine Olmi, Scorsese, Altman, Hitchcock, Ferreri, il kubrickiano Barry Lyndon), hanno fatto dei numeri di Cineforum di quegli anni non solo degli utili strumenti di critica cinematografica, ma anche dei veri e propri oggetti d’arte (e da collezione). Courtesy: Lorenzo e Simone Tedeschi.

Nani Tedeschi (Cadelbosco di Sopra, RE, 1938 – Reggio Emilia, 2017), di pari passo allo studio e all’esercizio della professione di medico, coltiva sin da giovane una passione per l’arte che nel corso degli anni si trasforma nella sua principale occupazione. Dal 1965 lavora a collage a forti contrasti di colore, una costante che segnerà tutta la sua produzione successiva, e inizia a esporre in alcune mostre personali in Sardegna, dove parallelamente continua a esercitare come medico. Sette anni dopo è invitato a partecipare alla 36a Biennale di Venezia; sceglie quindi di abbandonare la professione per dedicarsi all’attività artistica a tempo pieno. Per Cineforum, curò le copertine di tutti i numeri dal 1976 al 1980.